Imparare a conoscere sé stessi con i gruppi di parola
Raccontarsi, raccontare la propria storia per ricostruire e rafforzare la propria identità
Cosa sono e come funzionano i gruppi di parola
Raccontarsi, raccontare la propria storia per ricostruire e rafforzare la propria identità
L’idea di costruire questa installazione è iniziata in seguito all’invito e alla voglia di partecipare alla giornata del 15 dicembre, organizzata dal Centro Aggregativo Giovanile Muncraft, chiamata “Tufellove”
In via Monte Ruggero, di fronte alla biblioteca Ennio Flaiano e all’I.C. Maria Montessori, si sono riunite tantissime associazioni che lavorano nel Terzo Municipio, con musica, esibizioni, giochi e attività pensate per tutti i ragazzi e le ragazze.
Abbiamo riunito i ragazzi durante la presenza ad Approdo dei Volontari della ConTe, e abbiamo cercato di organizzare istantaneamente un processo di Brain storming che riguardasse la pace e la guerra: emozioni, immagini, oggetti, parole” racconta Giuseppe Scarvaglieri, Responsabile CPA Zurla.
Partendo dalle parole raccolte, insieme si è pensato a un progetto che trovasse una modalità di comunicazione per esprimere all’interno di un lavoro di gruppo queste parole e i loro significati. L’obiettivo finale è stato quello di trasformare, insieme, le parole in arte.
È nata l’idea di unire simboli e parole e realizzare un lavoro che “dall’immaginazione si trasformasse in Installazione” concreta, tangibile.
I ragazzi creavano mentre si confrontavano fra di loro e passo dopo passo l’insieme delle loro idee, con il supporto dell’educatore, si è trasformato in un progetto artistico di condivisione.
Il corso di formazione totalmente gratuito si terrà a febbraio 2024 ed è destinato a chi desidera diventare volontario insieme a persone disabili o minori
Se vuoi diventare volontario in casa famiglia con i disabili o nei gruppi appartamento con minori, questo è il tuo momento. Partecipa al corso gratuito per diventare volontario in casa famiglia che organizza Seps contra spem.
L’edizione 2024 si terrà presso la nostra sede di Via Monelli, 26 (quartiere Talenti) nelle date:
Spes contra spem gestisce sia case Famiglia per disabili sia servizi residenziali per minori stranieri non accompagnati. Verranno quindi trattate nel loro complesso e in fattispecie specifiche, tematiche relative alla relazione con la persona con disabilità e con il minore straniero: esperienza di vita, etica e quotidianità.
Il programma alterna l’intervento di operatori ed Educatori che svolgono attività lavorativa in ambito educativo, sanitario e sociale alla testimonianza diretta di volontari storici della cooperativa.
Il Corso per diventare volontari è un appuntamento annuale rivolto a chiunque voglia avvicinarsi al mondo della disabilità e dei minori stranieri non accompagnati (MISNA).
Per iscriverti invia una mail a volontariato@ o un messaggio (SMS o WhatsApp) al numero 3401960199.
“Le persone con disabilità non coincidono con la loro disabilità”. Questo il messaggio per chi ha fatto l’esperienza immersiva il 6 dicembre presso l’ASP Sant’Alessio di Roma
Il 6 dicembre scorso Spes contra spem ha organizzato un evento di sensibilizzazione sul tema delle disabilità e raccolta fondi in favore delle persone che vivono in condizioni di fragilità.
Temi per i quali da oltre 30 anni la Onlus si impegna con campagne e progetti sul territorio di Roma.
L’evento di solidarietà si è tenuto presso l’ASP Sant’Alessio che ha messo a disposizione a titolo gratuito la sala.
I partecipanti si sono trovati a vivere un’esperienza di degustazione di vini immersi nel buio totale di una sala avvolta nel mistero. Improvvisamente, quindi, in una società in cui gli stimoli visivi sono molto presenti nella nostra quotidianità ci si è dovuti confrontare con la mancanza di questo punto di riferimento facendo così affidamento agli altri sensi.
La prima sfida è stata abbandonare la vista e affidarsi completamente al tatto, all’olfatto e al gusto. Le mani, alla ricerca di indizi sui calici, hanno esplorato contorni e temperature, mentre l’olfatto si è intensificato, catturando sfumature aromatiche prima ignorate. Un’esperienza al buio che ha trasformato la degustazione in un’avventura senza confini, dove i vini sono diventati i protagonisti di storie da scoprire con tutti i sensi.
“La mancanza di pregiudizi visivi – racconta Luigi Vittorio Berliri, presidente di Spes contra spem – ha amplificato l’esperienza, svelando nuovi dettagli nascosti nei vini. Ed è proprio la lotta al pregiudizio il messaggio più importante che vogliamo lasciare di questa esperienza. Siamo esseri unici, completi anche nelle nostre diversità. Questa serata è stata l’occasione per parlarne insieme ai partecipanti e raccontare alcuni dei progetti che Spes contra spem realizza in proprio o in collaborazione con altre realtà sul territorio per le persone”.
I fondi raccolti verranno utilizzati per completare i lavori di ristrutturazione del complesso di Via Monelli, 26 nel quartiere Talenti, Roma per realizzare strutture residenziali per persone con disabilità, minori in condizioni di fragilità. Due delle quattro villette sono già abitate da CasaSalvatore (casa famiglia per adulti disabili) e da L’Approdo (gruppo appartamento per minori fragili); le restanti due sono in fase di completamento. Intorno, un ampio giardino e un piazzale che sarà luogo di aggregazione anche per il quartiere. Un progetto ampio che restituirà alla comunità un luogo di accoglienza e socialità.
“Un ringraziamento a chi ha reso possibile questo evento – dichiara il presidente di Spes contra spem – all’azienda vitivinicola Wine WAS che per l’occasione ci ha donato tre dei suoi vini migliori, a Paco Food per averci prestato a titolo gratuito i bicchieri per la degustazione e ad Antonio Organtini, Direttore del Sant’Alessio, per essere stato il sommelier d’eccezione della serata”.
A Natale metti in tavola un pandoro o un panettone solidale e contribuisci a sostenere l’ultimazione dei lavori delle villette di via Monelli
Il Natale è più buono se scegli un dolce solidale o un miele biologico da mettere sotto l’albero.
Aderisci alla nostra campagna, acquistando uno dei nostri prodotti enogastronomici solidali da regalare ai tuoi cari o da gustare sulla tua tavola durante le festività. Contribuirai al completamento dei lavori delle villette e del giardino di Via Monelli.
Visita la sezione prodotti solidali e completa il tuo ordine. Se preferisci puoi prenotarli inviandoci una mail a info@ o un messaggio Whatsapp al numero 3401960199.
In alternativa puoi scegliere di acquistare un dono simbolico da mettere sotto l’albero.
Fai una donazione sull’IBAN IT92Q0623003208000040716039 intestato a Spes contra spem oppure qui sul sito con carta di credito o PayPal inserendo come causale “Regalo di Natale 2023”.
Qui di seguito trovi una selezione dei nostri deliziosi prodotti per il Natale:
Un libro dedicato a chi ama correre, a chi lo fa da sempre e soprattutto a chi ha appena iniziato.
“Il running è una cosa seria” è una raccolta pubblicata da Storiecorrenti, una piattaforma di narrazione sportiva nata nel 2016 gestita da Marco Raffaeli, che racconta la vita di chi insegue una passione e che ha nella libertà editoriale la sua forza.
Il progetto editoriale contribuirà a sostenere un anno di sport presso la piscina del centro sportivo Maximo di Roma per i ragazzi ospiti del gruppo appartamento L’Approdo.
Contributo richiesto: 12 euro.
La spedizione e le spese sono sostenute da Storiecorrenti.
Per il pagamento è possibile effettuare una donazione con carta o PayPal indicando come causale “Donazione libro Storiecorrenti” o in alternativa un bonifico intestato a Spes contra spem, IBAN: IT92Q0623003208000040716039 con la causale “Donazione libro Storiecorrenti”
Per ricevere il libro poi invia una mail a info@storiecorrenti.com con i tuoi dati di spedizione.
Il libro raccoglie gli articoli pubblicati sui canali di Storiecorrenti negli ultimi anni. Con la copertina ideata da Leonardo Spina, “Il Running è una cosa seria” racconta la vita di chi corre, ogni giorno, insegue una passione, una storia, nelle mille vicende personali e sportive.
La prefazione è di Luigi Vittorio Berliri, presidente di Spes contra spem.
La mamma di Anar racconta come in una pagina di diario la sua storia: dalla gravidanza, alla fuga in Italia, fino all’incontro con il progetto Comunità in crescita
Avevo poco più di 30 anni quando sei nata. Sei stata un dono e mi hai sconvolto la vita, letteralmente. Sì perché i nove mesi che ti ho portato in grembo avevo una terribile paura di quello che stava succedendo intorno a noi, anche se Kabul distava centinaia di chilometri di distanza da casa nostra.
Mi chiedevo se fosse un bene che nascessi in questo brutto mondo fatto di violenza, di paura, soprusi e tanta povertà.
Ti ho parlato tanto mentre fuori rimbombavano i fragori delle bombe, i sibili dei missili… ho cercato di rassicurarti come potevo e scusami se a volte anche io mi sono lasciata andare alle lacrime e allo sconforto. Sai nemmeno per me è stato semplice, diventavo sempre più pesante… il mio corpo stava cambiando in fretta nel rigido inverno e tutto mi sembrava davvero troppo complicato. Anche i pensieri si facevano più pesanti.
Eravamo solo tu e io, ci siamo fatte forza a vicenda. Ti sentivo crescere dentro di me e a un certo punto non so come e perché, ma mi sono innamorata follemente di te e non vedevo l’ora di incontrarti.
Sei arrivata quando le campanelle rosse dei fiori di melograno dei due alberi dei vicini dondolavano al vento, quasi a volerti accogliere e cullare. Una nuvola rossa che ti salutava alla finestra. E ci siamo andate spesso sotto alle sue fronde ombrose che davano sulla strada nelle nostre brevi passeggiate. Lì ti carezzavo cantandoti una ninna nanna.
Anche per questo ho deciso di chiamarti Anar (ndr. il nome persiano del melograno) perché quegli alberi mi hanno fatto compagnia ogni giorno mentre ti aspettato. Sai che nel Corano l’Anar è nominato come uno degli esempi delle cose belle create da Dio. Avrò sempre cura di te mi ripetevo. Così appena possibile siamo fuggite dalla nostra casa, dai brutti ricordi, dalla situazione socio-politica complicata per cercare una nuova vita in Italia, a Roma. Lì non era più sicuro per noi.
Forse non mi sono mai sentita così sola in vita mia e tu mia piccola Anar eri tutto ciò che mi rimaneva. A te dedico la mia intera vita e le giornate ruotano intorno ai tuoi ritmi e ai tuoi bisogni. Ma avevo bisogno di aiuto, non potevamo farcela da sole.
Stavi per compiere un anno quando ci hanno inserito nel progetto Comunità in crescita e hanno cercato di convincermi a fare cose insieme a te e con altre mamme con bambini “che ci faceva bene” dicevano.
Non ero molto convinta, perché non erano proprio vicini i posti dove dovevamo andare e spostarsi in una città così grande come Roma un po’ mi faceva paura.
Ma che gioia quando ti ho visto sorridere e divertirti insieme agli altri bambini. Ascoltavi con curiosità e stupore i suoni e le voci durante il corso “musica in fasce” ma è quando abbiamo partecipato al corso di acquaticità che ti ho visto felice e rilassata come quando ti cullavo sotto il melograno ancora in fasce.
Non mi aspettavo che queste attività ti facessero crescere così in fretta, ma anche il pediatra e i maestri dei due corsi che abbiamo seguito hanno notato quanto fosse migliorato il tuo sviluppo psicomotorio in questi mesi.
Grazie a Comunità in Crescita, frequentando questi corsi insieme a te ho conosciuto tante mamme sai e magari qualche volta ci incontriamo al parco insieme ai loro bimbi, ti andrebbe?
Sono molto simpatiche; a loro ho raccontato un po’ di noi e anche loro mi hanno raccontato delle loro storie, delle loro famiglie. Oggi finalmente mi sento di poter contare su qualcuno, di far parte di qualcosa ed era tanto che non mi sentivo così. Ci siamo scambiati consigli, paure, e qualche ricetta.
Mi stanno aiutando tanto ad ambientarmi in questa città e a scoprire cose nuove. Proprio come te, anche io devo imparare un sacco. Prima di Comunità in crescita ero più timorosa e non avevo voglia di uscire dai “soliti percorsi”. Ora mi sento più forte e non vedo l’ora di farti vedere a piccoli passi questa enorme città piena di cose belle e sorprendenti.
Mia piccola Anar, ora l’asilo nido ti porterà via da me per qualche ora al giorno; non è facile nemmeno per me, sai? Siamo sempre state insieme, inseparabili. Ma è importante, questo mi ripeto sempre quando mi viene un po’ di tristezza, perché tu giocherai con altri bimbi come te e io userò questo tempo per fare un corso di italiano che migliorerà la nostra vita qui.
La mia paura di perderti si trasforma in gioia vedendo quanto il tuo sorriso diventi più grande e luminoso da quando giochi e “parli” con altri bambini. Fai passi da gigante per rimanere al passo con i bimbi più grandi. E lo vedo come diventi più sicura di te man a mano che trascorrono le settimane da quando hai iniziato la scuola.
Comunità in crescita ci ha aiutato a incontrare tante altre persone con cui condividere le nostre giornate che si arricchiscono di nuove esperienze. E il corso di acquaticità che abbiamo ripreso dopo l’estate ci dà sempre più energia e voglia di fare.
Ma mentre tu diventi più grande, come il primo giorno che ti ho incontrata, continuerò a vedere nei tuoi occhi i fiori di melograno.
Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD.
Nomi di fantasia per proteggere la privacy dei protagonisti. Liberamente ispirato a una storia vera di un beneficiario del progetto Comunità in crescita.
Road to Monelli è un percorso in 3 tappe. Partiremo virtualmente dagli spazi verdi di via Monelli, ci muoveremo negli interni delle ville per poi incontrarci di persona alla grande inaugurazione.
Abbiamo due obiettivi di raccolte fondi:
La cooperativa Spes contra spem, ha intrapreso un progetto virtuoso di ristrutturazione di quattro grandi villette immerse in uno splendido giardino in Via Paolo Monelli 26.
A oggi due ville sono complete e stanno già ospitando Casasalvatore, la casa famiglia che ospita 6 persone adulte con disabilità, e il gruppo appartamento L’Approdo che ospita otto minori in situazioni di disagio.
Ora manca la ristrutturazione delle ultime due villette, in cui si trasferirà Casablu, la casa famiglia che ospita 12 persone adulte con grave disabilità, e l’allestimento degli spazi verdi intorno alle ville.
Questo luogo non sarà soltanto la casa delle persone di Spes contra spem, ma sogniamo che sia molto di più: vogliamo che diventi il centro solidale del III Municipio di Roma, che sia un punto d’aggregazione per la comunità, fatto di persone, di eventi e di molte attività!
Questo è lo scopo della maratona online. La prima tappa è l’allestimento del giardino.
Acquistare punti luce, panchine, tavoli da pic nic e un grande forno da esterno.
Diventa anche tu parte attiva di questo progetto, dona e fatti ambasciatore di un bene comune.
Per ringraziarti per il tuo supporto, abbiamo pensato ad un piccolo dono simbolico per te: scoprilo nella pagina della campagna.
Grazie al sostegno di LUCONLUS, il gruppo appartamento L’Approdo nella seconda metà di agosto ha potuto svolgere diverse attività ricreative e di socializzazione all’esterno
Un’occasione per favorire lo spirito di gruppo, allentare le tensioni, divertirsi e affrontare nuove sfide di crescita personale.
I ragazzi hanno trascorso la giornata di Ferragosto all’interno del Parco “Viviavventura” di Grottaferrata accompagnati da due educatrici e una ragazza operatore volontario di Servizio Civile.
Una volta sistemate le proprie cose nello spazio prenotato, i ragazzi si sono divisi in due gruppi; il primo con la quasi totalità dei ragazzi ha seguito i percorsi avventura tra gli alberi proposti dalle guide, l’altro, più esiguo, ha acceso il fuoco per il pranzo cotto alla brace.
Hanno partecipato con entusiasmo alle attività proposte mettendosi alla prova con coraggio e sostegno reciproci. Al termine dell’attività abbiamo pranzato all’ombra degli alberi e i ragazzi hanno socializzato con altri giovani giocando a beach volley insieme.
Il 22 agosto i ragazzi hanno passato una giornata a Hydromania accompagnati da due educatori e una ragazza operatore volontario di Servizio Civile.
Dopo aver preso posto nella zona del prato e sistemate le cose sotto gli ombrelloni, i ragazzi si sono avviati alle piscine per fare gli scivoli e altre attività.
Abbiamo quindi pranzato tutti insieme con un menù che comprendeva pasta al pomodoro, una cotoletta, delle patatine e una bibita.
Dopo pranzo abbiamo ripreso le attività proposte dalla struttura, con balli e bagno in piscina.
Prima di rientrate, rilassati e divertiti, c’è stato tempo anche di prendere un bel gelato per una lauta merenda.
L’ultimo sabato pomeriggio di agosto è stato da manuale per i ragazzi di quell’età: “apericena” a metà pomeriggio in un fast food che vende Kebab nella zona di Piazzale Jonio e poi direzione bowling “Lo Spaccone”.
Il kebab è piaciuto a tutti!! L’ospitalità del posto è stata molto gradita sia dai minori che dagli accompagnatori anche perché i gestori hanno permesso di unire i tavoli e creare una unica tavolata.
Saliti sul pulmino ci siamo diretti tutti insieme al bowling dove i ragazzi hanno alternato partite a biliardino con partite a biliardo e partite al bowling. Per alcuni di loro è stata la prima esperienza che ha permesso loro di mettersi in gioco e divertirsi!
Grazie LUCONLUS!
Comunità in crescita: la storia di due fratelli e di come un pallone da calcio e due porte siano diventati per loro il filo rosso che ha unito l’Afghanistan all’Italia
Farid trascorreva le sue giornate tamburellando con il pallone rimediato alla bene e meglio sui muri del palazzo abbandonato in fondo alla via. Si rincorreva e spintonava con gli amici sognando di essere in un grande stadio, come quelli dei campioni veri. La scuola non gli piaceva un granché, ma in compenso ritrovarsi in classe con i compagni era decisamente un buon motivo per svegliarsi la mattina.
Aveva appena dieci anni quando giunse la notizia dell’offensiva dei talebani per conquistare Kabul e prendere il potere nel Paese.
Sayed invece era poco più di un bimbetto e non capiva perché i suoi genitori d’improvviso fossero diventati così cupi in volto, ogni giorno di più. Come se la luce negli occhi della sua mamma si fosse affievolita irrimediabilmente; quella luce di cui si nutriva avidamente nelle fredde mattine dell’inverno Afghano.
E allora stringeva forte a sé la piccola palla che gli era stata donata e sbirciava in lontananza dalla minuscola finestra suo fratello che, con i “bambini grandi”, ogni tanto ancora sfidavano la strada tirando qualche calcio al pallone. Strada che capì in fretta si fosse svuotata dell’allegro rumoreggiare di qualche tempo prima. Nemmeno la signora con i fiori che lo salutava di mattina passando sotto casa l’aveva vista più.
A quel tempo nessuno dei due fratelli avrebbe mai immaginato che le loro strade avrebbero presto preso una nuova direzione.
La situazione diventa sempre più grave. La famiglia di Farid e Sayed impacchetta quel poco che si poteva trasportare e lascia la propria casa e fugge. Arrivati in Italia, i due ragazzini e i loro genitori sono stati travolti da nuovi mondi, luoghi, odori, lingue, culture e modi di vivere.
Mondi a volte fatti di solitudine in cui è difficile entrare e con cui interagire senza un aiuto.
Entrare nel progetto Comunità in crescita a maggio 2023 ha dato loro gli strumenti e la possibilità di farlo. È proprio grazie alle attività previste dal progetto che Farid e Sayed tornano a giocare insieme a calcio; quando i loro occhi si sono incrociati sul tappeto erboso di un campo il primo giorno della scuola calcio… che emozione incontenibile!
“Siamo molto felici dell’opportunità che è stata data ai nostri figli – racconta il papà – È davvero di grande supporto per la loro crescita e favorisce la loro integrazione in Italia, anche grazie al supporto che ricevono per imparare la lingua e la cultura nazionale. Giocare a calcio per loro era un sogno; speriamo che questo sia solo il primo di tanti che si realizzeranno nel loro futuro”.
“Dopo essere entrati nel progetto – prosegue – i bambini hanno potuto frequentare per due mesi il centro estivo, migliorando la loro preparazione scolastica e facendo tante nuove conoscenze. La scuola calcio, che loro amano particolarmente, è stata l’occasione per confrontarsi con altri coetanei e velocizzare l’apprendimento. Grazie di cuore a chi sta portando avanti questo progetto!”
Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD.
Nomi di fantasia per proteggere la privacy dei protagonisti. Liberamente ispirato a una storia vera di un beneficiario del progetto Comunità in crescita.