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Progetto PhotoCity: “Oltre il selfie, io nella città”

ragazzi in gita a Civita di Bagnoregio

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Progetto PhotoCity: “Oltre il selfie, io nella città”

“Attraverso le mie foto rappresento la mia visione della città e del mio essere un minore e migrante all’interno di essa”. Il laboratorio si concluderà con una mostra fotografica degli scatti realizzati

Spes contra Spem Onlus, insieme a Programma Integra e F.A.I. Onlus hanno iniziato a gestire due centri di prima accoglienza per minori.
Tante le attività e i piccoli passi che si stanno facendo insieme ai ragazzi. Oggi vogliamo raccontarvi di un bellissimo progetto fotografico – PhotoCity – iniziato a fine aprile 2021 e che si protrarrà fino alla metà di luglio dello stesso anno, concludendosi con una mostra fotografica.

“Il modello teorico e metodologico – si specifica nella descrizione del progetto - è ispirato al “Photovoice” come metodologia psicosociale di ricerca-azione attraverso la quale le persone realizzano e discutono di fotografia per promuovere la crescita personale e del gruppo comunitario il cambiamento personale e della comunità”

Come sottolineato dalla Wang (1999), la prima ad utilizzare questa tecnica: “Non siamo interessati alla bellezza delle immagini, ma al loro potere di rappresentare ciò che chi le scatta non riesce altrimenti a comunicare”.

Il laboratorio: attività previste

Dalla fine di aprile e fino a inizio luglio si procederà per gradi. In particolare, se inizialmente sono stati tenuti degli incontri e dei laboratori sull’educazione emotiva realizzato dalle psicologhe della struttura, in questo periodo si stanno svolgendo delle uscite di gruppo e/o individuali finalizzate alla realizzazione delle foto. Recente quella a Civita di Bagnoregio.

Quindi si terranno degli incontri in cui i ragazzi, in piccoli gruppi, racconteranno i propri scatti e quello che per loro rappresenta. Poi sarà la volta di preparare la mostra fotografica in cui loro saranno gli “artisti” coinvolti nell’esposizione.

“La metropoli che mi accoglie con i suoi cittadini, i monumenti, i paesaggi, la natura, i miei compagni di viaggio, fanno da sfondo alle mie emozioni, aspirazioni, paure. Attraverso le mie foto rappresento la mia visione della città e del mio essere un minore – migrante all’interno di essa, il mio sentirmi accolto o escluso, abitante della città o estraneo ad essa, ospite benvenuto o inaspettato e non gradito. Racconto con i miei scatti il mio desiderio e/o paura di appartenere a questa realtà che in parte posso contribuire a modificare con i miei comportamenti, con il mio essere con gli altri, a partire da queste foto che rappresentano me nella città, ciò che c’è oltre il selfie, oltre me stesso”.

La mostra

Al termine del progetto verrà, infatti, realizzata una mostra fotografica a cui verranno invitati i referenti istituzionali ed appartenenti alla rete socio-sanitario ed educativa.
Una apposita giuria composta da rappresentanti dei minori, dell’equipe, dei referenti istituzionali e delle associazioni, dei tutori, delle scuole, tramite dei criteri indicati su un’apposita scheda, attribuiranno dei punteggi ai lavori realizzati dai ragazzi. Il giorno della mostra verranno premiati i primi 3 classificati e comunque a tutti i partecipanti sarà consegnato un attestato di partecipazione.

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