Claudia, il valore di una presenza spesso invisibile
Quando Claudia è arrivata a Spes contra spem aveva 19 anni, aveva appena concluso il primo anno di Psicologia e, come dice lei stessa, aveva studiato tanto ma capito ancora poco. Non perché le mancassero le conoscenze, ma perché le mancava la pratica.
Nel 2019 Claudia ha iniziato il suo percorso in Spes contra spem, come volontaria a CASABLU.
All’inizio, è stato molto difficile. Claudia non aveva mai avuto a che fare con la disabilità, soprattutto con la disabilità grave. L’impatto è stato forte e Claudia ha sentito di non farcela. Un pomeriggio ha chiamato la sua tutor, in lacrime. Lei l’ha semplicemente abbracciata e le ha detto di stare tranquilla.
Claudia ha tenuto duro e, con il tempo, ha capito che a Spes contra spem non era necessario arrivare preparata su tutto. Lì avrebbe potuto imparare facendo, mettendosi in gioco, perché ci sarebbe stato sempre qualcuno disposto ad accompagnarla.
Dopo l’esperienza da volontaria, Claudia ha iniziato a collaborare con CASABLU per alcune sostituzioni estive. Nel frattempo ha terminato gli studi in Psicologia, poi è arrivata una nuova proposta: lavorare nei Centri di Prima Accoglienza di Via dei Colombi e a L’APPRODO.
Dopo le esperienze nei diversi servizi, Claudia ha scelto oggi di lavorare nel SISMIF, un servizio di educativa domiciliare che sostiene i minori e le loro famiglie quando sono presenti condizioni di fragilità. Il lavoro si svolge soprattutto nelle case, dentro la quotidianità delle famiglie, e proprio per questo spesso quasi invisibili.
«Gli educatori SISMIF non si vedono», racconta Claudia. «Siamo presenze nascoste. Possiamo sembrare una zia, una babysitter, un fratello.»
È una presenza che non vuole sostituirsi alla famiglia, ma aiutarla a trovare strumenti nuovi. E spesso, dietro una difficoltà, c’è qualcosa che può ancora essere costruito.
Claudia lo ha visto in modo molto concreto in uno dei progetti SISMIF che ha seguito, il PON, dedicato al sostegno scolastico e all’accompagnamento di bambini e famiglie in condizioni di fragilità.
Tra le famiglie incontrate ce n’erano due originarie del Bangladesh. Con una di loro il rapporto è diventato presto molto stretto. Studiavano insieme, certo, ma il lavoro non si fermava ai compiti. C’erano le uscite, i giochi, le occasioni per conoscere il territorio. C’era una famiglia che aveva voglia di aprirsi, di incontrare persone, di costruire nuove relazioni.
Per la prima volta, insieme a loro, Claudia ha mangiato una zampa di mucca.
«È stata un’esperienza incredibile», racconta sorridendo.
Con l’altra famiglia, invece, le cose sono state più difficili.Persino il citofono di casa non funzionava, come se la famiglia avesse deciso di chiudersi in se stessa, senza contatti esterni.
La mamma era un’ex paziente oncologica e, tra un compito e l’altro con i figli, Claudia ha iniziato ad aiutarla, organizzando le visite mediche. Nel frattempo, cercava di creare occasioni di incontro con il figlio.
Non c’era un confine netto tra il sostegno scolastico, l’educazione e la vita quotidiana: tutto si intrecciava.
Poi, poco alla volta, si sono attivati altri pezzi della rete.
Gli assistenti sociali del Terzo Municipio di Roma, i servizi pubblici, un corso di sartoria per la mamma, nuove opportunità di lavoro per la famiglia. Spes contra spem ha fatto da ponte, mettendo in relazione persone e servizi che da sole forse avrebbero fatto più fatica a incontrarsi.
È questo che Claudia ha trovato nel SISMIF e, più in generale, nel suo percorso dentro Spes contra spem. Un modo di lavorare che le ha permesso di crescere professionalmente, anche fuori da un contesto di équipe tradizionale, entrando direttamente nella vita delle persone.
Il SISMIF è un servizio discreto, quasi invisibile. Ma forse proprio per questo è così importante.
Perché a volte il lavoro sociale non ha bisogno di essere visto per lasciare un segno. Ha bisogno di esserci, di ascoltare, di creare ponti, di dare alle persone la possibilità di scoprire che una strada, anche quando sembra non esserci, può ancora essere costruita.
Scegli di esserci anche tu
Con il tuo 5×1000 a Spes contra spem puoi trasformare la vicinanza in qualcosa di concreto.
Puoi contribuire a garantire presenza, cura e accompagnamento quotidiano alle persone con disabilità accolte nelle case famiglia come CASABLU e CASASALVATORE.
Un gesto che può fare la differenza nella vita di molti.