Lucia Ocone
Susanna Tamaro

La Publicis ha ideato e realizzato varie campagne di promozione e sensibilizzazione per noi.
Sostiene la casa famiglia Casasalvatore.

I ragazzi ospitati in casa famiglia hanno alle spalle storie difficili e il nostro scopo è di accompagnarli, mediante la gestione della vita quotidiana, ad acquisire l’autonomia necessaria verso la conquista della piena integrazione, da qui il nome stesso della casa famiglia.
Mission e Vision
Spes Contra spem è una cooperativa sociale fatta di persone che si occupano di persone. Spes contra spem è al servizio dei singoli, delle famiglie e della comunità.
La nostra missione è progettare, realizzare e gestire servizi residenziali di tipo comunitario e servizi di integrazione socio-culturale per giovani, minori a rischio e persone con disabilità, mettendo in relazione le potenzialità e le risorse di chi vive e lavora nella cooperativa con le esigenze del territorio.
Vogliamo che le persone possano trovare nei nostri servizi qualità e umanità, che la nostra cooperativa interagisca in modo aperto con tutti i soggetti che la circondano, nella continuità dell’offrire a chi ci ha scelto (servizi, istituzioni, famiglie, volontari, sostenitori e sponsor) servizi eccellenti nella qualità, efficaci nel costo, trasparenti nella gestione.
Che ciascuno di noi soci, lavoratori e volontari, sia rispettato e coinvolto nella gestione della cooperativa per sentirsi corresponsabile e primo attore della nostra missione.
Vision
Noi soci di Spes contra spem riteniamo di essere anzitutto degli “operatori di comunità”, il cui scopo primo è accogliere le persone in stato di disagio nella loro ricchezza e unicità, accompagnarle nella loro fragilità infondendo affetto e fiducia, assicurando il sostegno nella debolezza e nelle difficoltà, e rimuovendo gli ostacoli che ognuno incontra sul proprio cammino, affinché possa giungere a esprimersi secondo le proprie potenzialità, manifestando le ricchezze e i doni particolari propri.
Crediamo che oggi l’importante sia “imparare a sperare”, e perciò operiamo per rendere tangibile a tutti la possibilità di una società più equa, più fraterna, più umana.
Crediamo che questa speranza sia possibile.
1. Vogliamo distinguerci nel territorio romano per la qualità e l’umanità dei nostri servizi, per una gestione responsabile e trasparente, per l’apertura alla realizzazione di nuovi progetti, sforzandoci di connettere le esigenze di tutta la comunità.
2. Vogliamo distinguerci per il contributo che diamo all’animazione del dibattito culturale che animi il desiderio di essere migliori come cittadini, come gruppi e come comunità allargata.
3. Vogliamo distinguerci perché stimoliamo la partecipazione e corresponsabilità come stile di conduzione della nostra azione sociale, da parte di tutti gli attori coinvolti nel processo di welfare che miriamo a concretizzare: istituzioni, enti di erogazione e sostenitori, sponsor, lavoratori e volontari. Desideriamo che ciascuno giunga a sentirsi rispettato nella sua identità e nelle sue funzioni, coinvolto e corresponsabile nell?attuazione della nostra missione.
Noi soci di Spes contra spem riteniamo di essere anzitutto degli “operatori di comunità”, il cui scopo primo è accogliere le persone in stato di disagio nella loro ricchezza e unicità, accompagnarle nella loro fragilità infondendo affetto e fiducia, assicurando il sostegno nella debolezza e nelle difficoltà, e rimuovendo gli ostacoli che ognuno incontra sul proprio cammino, affinché possa giungere a esprimersi secondo le proprie potenzialità, manifestando le ricchezze e i doni particolari propri.
Crediamo che oggi l’importante sia “imparare a sperare”, e perciò operiamo per rendere tangibile a tutti la possibilità di una società più equa, più fraterna, più umana.
Crediamo che questa speranza sia possibile.
1. Vogliamo distinguerci nel territorio romano per la qualità e l’umanità dei nostri servizi, per una gestione responsabile e trasparente, per l’apertura alla realizzazione di nuovi progetti, sforzandoci di connettere le esigenze di tutta la comunità.
2. Vogliamo distinguerci per il contributo che diamo all’animazione del dibattito culturale che animi il desiderio di essere migliori come cittadini, come gruppi e come comunità allargata.
3. Vogliamo distinguerci perché stimoliamo la partecipazione e corresponsabilità come stile di conduzione della nostra azione sociale, da parte di tutti gli attori coinvolti nel processo di welfare che miriamo a concretizzare: istituzioni, enti di erogazione e sostenitori, sponsor, lavoratori e volontari. Desideriamo che ciascuno giunga a sentirsi rispettato nella sua identità e nelle sue funzioni, coinvolto e corresponsabile nell?attuazione della nostra missione.
CASABLU è una casa famiglia composta da due appartamenti, in ciascuno dei quali vivono sei persone con grave disabilità che necessitano di un forte sostegno nella gestione della vita quotidiana.
Prende vita nel 2000, come la prima casa famiglia di Spes contra spem e nasce dal sogno di creare un ambiente accogliente e familiare, dove tutti potessero sentirsi a casa e vivere serenamente nonostante le difficoltà dell’handicap.
Il nome della casa famiglia fu ispirato dalla poesia di G. Klein “La rosa blu“
Oggi CASABLU può ritenersi una realtà consolidata e ben conosciuta nel III Municipio di Roma, dove ha sede.
Una casa famiglia è un contesto familiare nato in sostituzione dei vecchi istituti totalizzanti, con l’idea di creare un luogo il più caldo e familiare possibile. Si tratta di un vero e proprio appartamento civile, in un normale condominio, dove ogni persona che vi abita ha la propria camera con i propri affetti personali. All’interno di una casa famiglia si possono costruire relazioni autentiche.
È un luogo dove si può contare sull’attenzione dell’altro; dove le persone possono costruire la propria identità e trovare il giusto sostegno per proiettarsi verso l’esterno, e dove sanno di poter contare sulla costante presenza di operatori ed educatori che li supportano in ogni loro esigenza, 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno.
CASASALVATORE è una casa famiglia che ha sede nel III Municipio di Roma. Oggi ospita sei persone adulte, le cui disabilità non gli impediscono di prendere parte attiva, con il supporto degli operatori, alla vita comunitaria, al lavoro e alle relazioni esterne alla casa.
Nasce nel 2004 ed è stata la seconda casa famiglia di Spes contra spem a prendere vita.
Prende il suo nome da Salvatore, un ragazzo che faceva servizio civile con persone con disabilità, insieme a Luigi Vittorio Berliri (presidente di Spes contra spem) in una casa famiglia, nel 1992.
Salvatore muore durante un’arrampicata in montagna pochi mesi dopo l’inizio della sua esperienza come volontario.
Dieci anni dopo la sua morte, la famiglia di Salvatore dona a Spes contra spem i risparmi che sarebbero stati destinati a Salvatore per acquistare casa. Così, una casa fu acquistata davvero: la casa famiglia CASASALVATORE.
Una casa famiglia è un contesto familiare nato in sostituzione dei vecchi istituti totalizzanti, con l’idea di creare un luogo il più caldo e familiare possibile.
Un vero e proprio appartamento civile, in un normale condominio, dove ogni persona che vi abita ha la propria camera con i propri affetti personali.
All’interno di una casa famiglia si possono costruire relazioni autentiche. È un luogo dove si può contare sull’attenzione dell’altro; dove le persone possono costruire la propria identità e trovare il giusto sostegno per proiettarsi verso l’esterno, e dove sanno di poter contare sulla costante presenza di operatori ed educatori che li supportano in ogni loro esigenza, 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno.
Spes contra spem dal 1991 vuole contribuire a realizzare un mondo che si occupi dei bisogni della persona: dal disagio giovanile alle difficoltà delle famiglie con persone disabili, dall’emarginazione sociale all’esigenza di una nuova formazione ed educazione politica e culturale.
La storia ed il curriculum
2015: Pubblicazione libro “Persone con disabilità e ospedale“.
2014 sino a oggi: Progetto Una Ricetta per Due
2013 sino a oggi: Carta dei Diritti delle persone con disabilità in ospedale
2013: Servizio Assistiamoci
2007/2014: Compagnia di Teatro Integrato e laboratori Teatro Buffo
2010/11: Progetto Kairos
2007/08: casa famiglia SEMI DI AUTONOMIA
2006/07: Convegno “Dopo di Noi. Un nuovo modello”
26/07 sino a oggi: Progetto “Perla” e “Sei come sei”
2006 sino a oggi: casa famiglia APPRODO
2006: “La diversabilità: tolleranza o accoglienza?”
2004 sino a oggi: casa famiglia CASASALVATORE
2003/2004 – 2004/2005: Arcobalenando
2003: Associazione di volontariato “Il Chicco di grano”
2002 sino a oggi: Ragazzi al centro (ex lege 285)
Consulta per i problemi dei cittadini disabili ? III Municipio di Roma.
2001/2002: Progetto assistenza malati oncologici.
2001/2002: Effatà.
2000 sino a oggi: casa famiglia CASABLU
2000: convegno “Le barriere dentro e fuori di noi”
1996 e 1997: convegno “Handicap e circoscrizione: quali bisogni, quali risposte”.
1991/1997: Televita

La casa famiglia APPRODO ha sede a Roma ed ospita otto adolescenti in difficoltà, accompagnati verso il pieno inserimento sociale grazie al supporto degli educatori. Sono ragazzi, sia italiani che stranieri, che non hanno più la loro famiglia di origine come punto di riferimento.
La storia
La casa famiglia APPRODO nasce nel 2006 dal sogno di dare un porto sicuro in cui “approdare”, ai tanti ragazzi a rischio che non avevano più un luogo dove poter vivere dignitosamente, e dalla voglia di restituire a questi ragazzi la possibilità di sognare e di credere in un futuro migliore.
“<<Ciao mare dei sogni. Un giorno con la mia stella verrò da te per vedere il tramonto e dimenticare per un attimo questo strano mondo>>. Spesso immagino l’abbraccio di mia madre, dei miei fratelli. Riesco persino a sentire gli odori di casa, ma il contatto con la realtà è inevitabile e allora ritornano tutte le incertezze. Come nel mare della mia poesia, sento di perdermi. Ma la tempesta non dura all’infinito e così pian pian rientro a riva, dove trovo riparo e conforto, e penso che da lì si veda il tramonto“.
(Tratto dal racconto di un ragazzo oggi ospite all’APPRODO)
Spes contra spem nasce nel 1991 a Roma, grazie al sogno di un gruppo di ragazzi. Nella scelta del nome della cooperativa c’è già il suo carattere: quello di persone che con caparbietà e impegno dedicano se stesse alla realizzazione di un progetto, ossia un mondo più a misura dell’Uomo, di ogni Uomo.
Spes contra spem è la Speranza contro ogni speranza.
Primi passi
Il primo passo della cooperativa fu quello di sondare i bisogni delle persone che vivevano nel proprio municipio: il disagio dei giovani, la difficoltà delle famiglie con persone disabili e la questione dell’emarginazione sociale.
Con questa idea nel cuore e nella testa, cominciò il sogno di costruire una casa famiglia per disabili dove le persone potessero vivere serenamente, in un ambiente familiare e accogliente.
Nasce così nel 2000 la casa famiglia CASABLU, la prima casa famiglia di Spes contra spem.
Oggi
Oggi la cooperativa gestisce, nel III Municipio di Roma, quattro case famiglia, due per persone con disabilità (CASABLU e CASASALVATORE), e due per minori a rischio e giovani adulti con disagio che sperimentano un percorso di autonomia (APPRODO e SEMI DI AUTONOMIA).
Spes contra spem crede nelle diverse potenzialità di ciascuna persona, affinché ciascuno si possa esprimere manifestando i propri doni particolari. Promuove una nuova cultura della diversità e ci si rimbocca le maniche credendo fermamente che i sogni più belli sono quelli che si possono fare da svegli.
Oggi ci sono circa 600 famiglie che ci sostengono, 21 volontari che si sono inseriti nelle storie di vita di casablu, altrettante persone che si affacciano quotidianamente perché incuriosite, affascinate da questa esperienza.
Le case sono diventate quattro, oltre a casablu, esiste casasalvatore, approdo, e semi di autonomia, accompagnate da vari progetti, tra cui quello del teatro buffo e del progetto 285h.
Un altro giorno pieno di emozioni e scoperte per Sara, oggi piccola esploratrice! “Questa volta ci siamo avventurate a Villa Borghese per una rilassante passeggiata mattutina – racconta l’educatrice – un inizio perfetto prima di raggiungere una delle mete più amate dai bambini: il Museo dei Bambini.
La giornata è iniziata nel segno della curiosità. La prima tappa è stata la zona dell’acqua, dove tubi, ingranaggi e piccoli esperimenti hanno catturato tutta la sua attenzione. Ha passato tantissimo tempo a collegare i tubi e osservare affascinata come cambiava il flusso dell’acqua. Con occhi spalancati, si è immersa in questo piccolo mondo scientifico, dimostrando quanto una semplice attività possa stimolare la fantasia e la voglia di scoprire!
Ma le sorprese non erano finite. Dopo l’acqua, si è lanciata tra gli scaffali della sezione supermercato e cucina, caricando un carrello pieno di frutta e verdura (finte, ovviamente!). Da lì, dritta verso la cucina dove, come una piccola chef, ha preparato piatti immaginari, per poi scoprire il divertimento di guidare un camion dei pompieri! Il sorriso stampato sul suo volto mentre stringeva il volante era contagioso!
Un altro momento magico? Nell’orto del museo! Qui, con il suo cestino, ha raccolto le verdure “dalla terra”. Ma poi è arrivata la sfida: rimettere tutto a posto. Inizialmente perplessa, ha osservato gli altri bambini e, seguendo il loro esempio, ha capito quanto sia importante mantenere l’ordine. Un piccolo passo verso l’apprendimento del rispetto per le regole… e per gli altri!
Una delle attrazioni più emozionanti è stata una gigantesca palla trasparente con un sistema di tubi che risucchiavano fazzoletti, facendoli volare in aria. E qui Sara ha imparato un’altra lezione importante: l’attesa. Ha mostrato pazienza aspettando il suo turno e, quando è arrivato, ha partecipato con entusiasmo. E non solo! Ha anche capito quanto sia bello condividere il divertimento con gli altri bambini.
La giornata è stata un susseguirsi di emozioni, scoperte e piccole grandi conquiste. Al ritorno, nonostante l’intensità delle attività, era ancora carica di energia, pronta a raccontare alla mamma ogni dettaglio dell’avventura appena vissuta. Un’altra giornata indimenticabile, piena di gioia e crescita personale!
Sara, nome di fantasia per proteggere la sua privacy, è inserita nel progetto “Conoscere giocando”; un servizio di educativa domiciliare svolto da Spes Contra Spem nell’ambito dei progetti di sostegno alla famiglia e ai bambini e adolescenti in condizioni di fragilità o povertà educativa operati in concertazione da Roma Capitale Municipio III e i Servizi Sociali del III Municipio.
Con attività come queste, il progetto educativo continua a portare momenti di spensieratezza e apprendimento ai bambini, supportando le famiglie e creando esperienze che arricchiscono sia i piccoli che chi li accompagna.
Continuate a seguirci per scoprire le prossime avventure!